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"L´intervento terapeutico è suddiviso in quattro differenti ambiti: valutazione, trattamento, trasferimento e follow-up. Si inizia con una valutazione generale che tiene conto della diagnosi clinica, della classificazione di gravità, dell´identificazione delle condizioni che mantengono o esacerbano il disordine e della definizione delle misure per cui il balbuziente ricorre a condotte di esitamento o di fuga dalle situazioni temute. Inoltre, viene anche valuta la presenza di prerequisiti al trattamento, quali l´emotività, la sensibilità nel soggetto e le risposte che dà alla tecnica, attraverso la motivazione e la disponibilità al cambiamento.

La seconda fase prevede invece l´applicazione della terapia adatta al paziente e alla sua personalità. Tra i primi obiettivi vi è la riduzione della frequenza degli episodi di balbuzie e la riduzione della loro gravità; successivamente, cerchiamo di intervenire sulla riduzione delle cosiddette condotte di fuga dalle responsabilità, sottoponendo il soggetto a differenti cambiamenti di routine. L´aiuto che noi forniamo mira anche a contrastare la naturale reticenza dell´allievo ad aumentare la frequenza delle attività sociali e le sue relative occasioni d´ansia da prestazione verbale. La nostra terapia comprende infatti anche counseling verso le persone che vivono con il balbuziente o che sono per lui significative.

La terza fase è quella definita di trasferimento in cui al paziente viene chiesto di trasmettere gradualmente il suo comportamento verbale appreso all´interno dell´aula nel mondo scolastico e familiare

Quindi il risultato è garantito?

"Il nostro approccio terapeutico è programmato per un recupero rapido, e mirato soprattutto all´elevazione del tasso di motivazione e all´impegno alla continuità. All´interno del nostro programma è previsto infatti un efficacissimo periodo post-trattamento di due anni in cui l´allievo viene aiutato a conservare nel tempo gli ottimi risultati ottenuti con il trattamento terapeutico. Per mezzo dell´esposizione sistematica e ripetuta a nuovi compiti motori e linguistici in vari ambienti aiutiamo il paziente a contrastare con i propri mezzi la tendenza alla ricaduta. In questo modo il recupero è elevato, sicuro e permanente".

Ed è possibile avere una vita normale?

"Assolutamente sì. Vorrei a tal proposito citare il caso di Donatello, per cui la balbuzie rappresenta solo un brutto e lontano ricordo. Oggi Donatello, impiegato di banca, è una persona completamente rinnovata nel suo modo di essere, che ha finalmente ritrovato il gusto della parola e del discorso".


 

La Balbuzie... un lontano ricordo!
Sono le parole di Donatello, ex balbuziente, che, grazie all´innovativo programma terapeutico del dottor Marco Santilli, ha oggi ritrovato il gusto della parola e del discorso.

Si narra che afflisse grandi personaggi della storia come Demòstene. Eppure, proprio come nel caso del grande oratore greco, non ha certo impedito di poter esprimere senza alcuna difficoltà i propri pensieri e le proprie convinzioni, in barba a tutti coloro che nel corso dei millenni erano soliti individuare questo tipo di disturbo come un chiaro segno di ritardo mentale o, peggio ancora, di follia.
Oggi la balbuzie è un problema ben conosciuto alla scienza medica ed efficacemente trattato grazie alla moderna ortofonia e logopedia o a metodi davvero innovativi come quello adottato dal dottor Marco Santilli, fondatore del Centro Specialistico per l´Eliminazione della Balbuzie di Roma e Presidente dell´Associazione Italiana "La Nuova Parola" che opera attivamente nella Riabilitazione Sociale dell´ex balbuziente.

Il suo metodo, riconosciuto a livello internazionale e più volte oggetto di importanti trasmissioni televisive come "Uno Mattina", "TG2 Salute" e "Medicina 33", interviene su più fronti e tiene conto di tutte le problematiche associate a questo disturbo del linguaggio (difficoltà nei rapporti interpersonali, passività/aggressività, bassa autostima, esitazione di fronte alle difficoltà, difficoltà nell´esprimere le emozioni e predisposizione a sviluppare fobie) e mira soprattutto a mantenere nel tempo la fluenza nella parola.

"Mi occupo di balbuzie e rieducazione del linguaggio da oltre venti anni; ed è un problema che mi sta veramente a cuore, essendo io stesso un ex balbuziente", spiega il dottor Santilli. "Il centro specialistico per l´eliminazione della balbuzie che io dirigo e del quale sono responsabile su tutto il territorio nazionale svolge le seguenti attività: organizza corsi intensivi perla cura della balbuzie per tutte le età, si occupa di rieducazione nelle disabilità verbali e di ricerca scientifica, finalizzata all´elaborazione di metodologie innovative che garantiscono la definitiva risoluzione del problema della balbuzie".

E, più in particolare, in cosa consiste il vostro approccio terapeutico?
Balbuzia: meglio intervenire subito
La balbuzie è un disturbo da cui ci si può liberare definitivamente anche in età adulta. Ma se diagnosticata in età pediatrica o in adolescenza, può evitare disagi che possono segnare indelebilmente la vita delle persone. Il dottor Santilli ci spiega quanto è importante in tal senso l´apporto della famiglia. a cura di roberto bonin

Prevenire è meglio che curare: niente di più vero, in special modo se il disturbo ad essere preso in considerazione è la balbuzie. Ecco perché attuare degli interventi già in giovane età risulta di assoluta importanza ai fini di una riduzione della morbosità e dell´incidenza.

La letteratura sull´argomento e la stessa pratica clinica, difatti, consigliano da sempre interventi nell´infanzia e nell´adolescenza piuttosto che in età adulta, laddove si riescano a evidenziare i primi segni o una chiara predisposizione all´insorgenza del disturbo.
Spesso i genitori si trovano di fronte a una primissima situazione, denominata disfluenza, in cui compare nel bambino una chiara difficoltà linguistica caratterizzata da esitazioni e ripetizioni, spesso transitorie. La disfluenza rappresenta quindi un chiaro ed evidente campanello d´allarme che deve far subito correre ai ripari genitori, insegnati ed educatori.

Il primo approccio
Quale modalità di intervento prevede il terapeuta di fronte a questo genere di casi? "Non essendo ancora possibile ricondurre a una patologia di tipo organico, l´attenzione del terapeuta deve essere cercata nel rapporto del bambino con il genitore, non con le persone esterne, ma vicine alla famiglia", spiega il dottor Marco Santilli, responsabile del Centro Specialistico per l´eliminazione della Balbuzie. "Alla luce di questo vi è il convincimento che la balbuzie sia acquisita e mantenuta anche attraverso contingenze ambientali all´interno della famiglia; contingenze che producono un rilevante effetto moltiplicatore del sintomo e della sua cronicizzazione. Possiamo parlare così di famiglie iperprottetive o iperprestazionali innescando cosi l´effetto moltiplicatore".
Occorre quindi una attenta osservazione del rapporto del bambino con i suoi genitori per avere utili e necessarie informazioni per la scelta della soluzione osservando e valutando l´interazione del genitore col bambino e rapportandolo a quello del terapeuta con il bambino stesso.
"Questa analisi valutativa dei due momenti porta alla luce differenze di durata e frequenza della balbuzia ed eventuali movimenti motori legati a essa in due differenti dimensioni psicologiche", sottolinea il dottor Santilli. "E´ necessario dire che tra il genitore e il bambino esiste un particolare equilibrio che mantiene e rafforza la balbuzie. L´esempio che rende chiara questa procedura può essere riferita a quei padri che tendono a interrompere costantemente il parlato e la balbuzie del figlio. In questo frangente il terapeuta lavora prima di tutto sul padre mostrandogli risultati evidenti, se invece il genitore esclude degli argomenti, il terapeuta cercherà si soffermarsi interagendo con empatia con il bambino. E´ per questo che entrare in sintonia con il balbuziente, e quindi conquistare la sua fiducia, si dimostra di fondamentale importanza".
L´obiettivo è quello di ottenere un processo di generalizzazione e uno di apprendimento dove nella prima fase si introduce il genitore nel rapporto di interazione tra il terapeuta e il bambino cosi da normalizzare l´influenza conquistata nel bambino.

Come procedere
La seconda fase consiste nell´intervento nei confronti del genitore responsabilizzandolo e inducendo a un nuovo comportamento nei confronti del bambino, conquistando così un nuovo equilibrio di rapporto e quindi una nuova parola. "E´ rilevante e necessario che l´analisi operativa alla balbuzie con il bambino venga introdotto il genitore nel contesto terapeutico", continua il dottor Santilli. "Il mio metodo consiste nel fornire modelli di interazione tra genitore e bambino cosi da causare un netto calo della balbuzie. Per fare questo bisogna agire nei confronti del bambino con modalità di comportamento differenti da quelli alle quali e abituato dal rapporto con i genitori. Cambiando i canoni di comportamento e nel contempo insegnare nuove modalità interattive al genitore, la conquista della fluenza verbale con le modifiche comportamentali del genitore sono gli obiettivi di un intervento sulla balbuzie".

Più nel concreto, quindi, come si può procedere in modo che il trattamento raggiunga gli scopi prefissati? Il parere del dottor Santilli su questo punto è molto chiaro: "Bisogna evitare che il bambino diffluente non sia più considerato un problema per la famiglia e anche per la scuola dove spesso possono scatenarsi forme più evidenti. E´ necessario che il genitore non trasmetta al bambino un giudizio di insoddisfazione nelle aspettative della famiglia causando perdita di fiducia e di autostima. Essere disfluente non vuol dire che un bambino non abbia grandi qualità, si sottolinea l´importanza del ruolo e comportamento paterno che deve tendere più alla gratificazione che al "non ascolto", alla collera o all´insofferenza verso la disabilità. Tale comportamento sarà beneficio per i comportamenti sociali e interpersonali del diffluente. Il comportamento padre-figlio o madre-figlio necessita di un comportamento assertivo del figlio".
E´ importante portare attenzione quando il bambino parla fluentemente e ignorarlo quando balbetta, quindi porre le basi per una sana autostima nei suoi confronti. A tal proposito è bene ricordare che, una guida ai genitori in funzione di una loro strada comportamentale, è l´ascolto dei bisogni umani che i genitori devono cercare di soddisfare nei propri figli.E´ bene un ascolto attivo e non passivo, non limitandosi a capire il figlio , ma evitarne le problematiche emotive e trovando con lui delle soluzioni in accordo.Spesso si delegano i doveri comportamentali alla figura materna non considerando l´importanza di quella paterna in quanto " l´affidabilità come elemento emozionale di quei ricordi ed esperienze che resisteranno poi per sempre nella mente del bambino.

Fonte: Dott. Marco Santilli
dalla rivista DOSSIER MEDICINA

 

 
 
CENTRO SPECIALISTICO PER L'ELIMINAZIONE DELLA BALBUZIE